Cannabis light, via libera alla petizione al Parlamento UE
Sono lieta di annunciare un nuovo passo avanti verso la tutela e lo sviluppo del settore della canapa in Italia, dopo lo stop del governo Meloni alla cannabis light. Come Verdi al Parlamento Europeo, abbiamo richiesto la discussione della petizione presentata lo scorso settembre dalla filiera italiana e sono felice di informarvi che è stata approvata e inserita nell’agenda del 17 marzo della Commissione PETI del Parlamento Europeo.
La Petizione per la Canapa Italiana
La petizione, presentata a nome dell’Associazione Nazionale Canapa Sativa Italia e sostenuta da tutte le organizzazioni agricole di filiera, riguarda la presunta violazione del diritto dell’UE da parte della normativa italiana sulla cannabis light. In particolare, denunciamo che le leggi nazionali recenti limitano la coltivazione, la trasformazione e la commercializzazione del derivato della canapa chiamato Cannabidiolo (CBD).
La Minaccia alle Aziende Italiane
Questa situazione è un’autentica assurdità che colpisce ingiustamente la filiera per ragioni ideologiche. Il governo Meloni ha messo in ginocchio migliaia di piccole e medie aziende che hanno già investito notevoli risorse per produrre canapa in conformità con la legislazione dell’UE, e che ora affrontano il rischio di pesanti ricadute sul piano occupazionale. Stiamo parlando di 3 mila aziende agricole e migliaia di posti di lavoro nel settore del commercio e della distribuzione.
La Legislazione Italiana e il Diritto dell’UE
La legislazione italiana, che prevede restrizioni alla vendita, è in netto contrasto con varie disposizioni del diritto dell’UE e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), che già nel 2020 ha stabilito che il CBD non è una sostanza narcotica. Inoltre, la petizione denuncia il mancato rispetto da parte dell’Italia della procedura di notifica delle regolamentazioni tecniche alla Commissione Europea tramite TRIS, in violazione della Direttiva (UE) 2015/1535. Questo mancato rispetto impedisce che siano effettuati controlli di compatibilità prima dell’adozione delle norme nazionali.
L’Indagine della Commissione Europea
La Commissione Europea ha ricevuto diverse denunce contro la stessa legislazione nazionale e ha avviato un’indagine sulla conformità della normativa italiana con il diritto dell’Unione. Tuttavia, dopo diversi mesi, non ci sono ancora aggiornamenti su questa indagine. Per questo, l’inclusione della nostra petizione nell’agenda del Comitato PETI di marzo 2025 rappresenta un passo cruciale per affrontare queste problematiche e garantire che il settore della canapa possa prosperare nel rispetto delle normative europee.
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