PAC: basta cambiali in bianco, serve una riforma equa e sostenibile
Oggi, in qualità di eurodeputata dei Verdi, ho commentato il voto della commissione AGRI sull’opinione relativa al “rinnovato bilancio a lungo termine per l’Unione in un mondo che cambia”. Come gruppo Verdi/ALE, abbiamo scelto di astenerci per lanciare un messaggio chiaro: la Politica Agricola Comune (PAC) ha bisogno di una riforma profonda, che metta al centro i piccoli e medi agricoltori.
Non possiamo firmare una cambiale in bianco. Manca una chiara indicazione su come saranno utilizzate le risorse e quali saranno le vere priorità. È necessario ridare centralità ai piccoli e medi imprenditori agricoli, che finora hanno ricevuto solo una minima parte dei fondi. Sebbene riconosca l’impegno del relatore nel difendere alcune misure ambientali dagli attacchi dei gruppi conservatori, non posso accettare un approccio che punta solo ad aumentare il budget della PAC senza una revisione radicale delle modalità di allocazione.
Le risorse devono essere orientate verso chi ne ha davvero bisogno. È fondamentale introdurre criteri di degressività dei pagamenti, un tetto massimo e l’abbandono progressivo dei pagamenti per ettaro. I fondi devono sostenere l’occupazione, il reddito dei beneficiari e i servizi ecosistemici, premiando chi adotta pratiche agricole sostenibili.
Il futuro della PAC deve rispondere alle sfide della crisi climatica. Non possiamo limitarci a interventi emergenziali legati ai disastri naturali. Dobbiamo costruire strategie a lungo termine, basate sulla natura e sugli ecosistemi. Solo così potremo proteggere il territorio e sostenere i piccoli agricoltori e le cooperative, non solo le grandi aziende.
La nostra astensione è un messaggio chiaro: chiediamo una PAC più equa, più giusta e più orientata al benessere ambientale e sociale. È tempo di agire per un’agricoltura che sia davvero sostenibile e inclusiva.
Leggi il comunicato stampa.
Lascia un commento