Processo Miteni, le pene richieste dai pm siano confermate
Come deputata dei Verdi al Parlamento Europeo, desidero commentare le pene richieste dalla Procura di Vicenza per nove imputati nel processo sulla Miteni di Trissino. 120 anni di condanne non restituiranno la salute sottratta alle oltre 350 mila persone avvelenate, né purtroppo ci riporteranno i nostri 4 mila morti a causa dell’inquinamento da Pfas. Eppure, le condanne richieste dalla Procura di Vicenza confermano che avevamo ragione, le responsabilità c’erano e debbono essere sanzionate. Auspichiamo quindi che la sentenza confermi le richieste dei pm e ci riserviamo di approfondire le ricostruzioni alla base delle richieste di assoluzione. In ogni caso, il processo Miteni farà storia.
Avvelenamento delle acque, disastro ambientale, gestione non autorizzata di rifiuti, inquinamento ambientale e bancarotta fraudolenta: i reati per i quali i pm hanno richiesto condanne da 4 a 17 anni sono gravissimi. E la requisitoria ha chiarito le dimensioni dell’inquinamento, dovuto a un comportamento definito doloso e criminale. Il lavoro dei pm è ancor più prezioso se si considera come il quadro normativo italiano e europeo sia ancora oggi del tutto inadeguato a contrastare l’inquinamento da Pfas, visto che gran parte delle sostanze sfuggono ancora ai divieti. L’Unione Europea deve approvare con urgenza la proposta di restrizione universale dei Pfas, attualmente al vaglio dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA), che continua ad essere rimandata a causa delle pressioni delle lobby industriali. Da Vicenza a Bruxelles continuerò a lottare per un’Europa libera da Pfas.
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