Don’t Chicken Out, agire ora per il benessere animale
Oggi ho partecipato con entusiasmo a una photo action organizzata da dieci associazioni europee per il benessere degli animali, tra cui l’italiana Essere Animali. La campagna, intitolata “Don’t Chicken Out” (“Non vi tirate indietro”), invita noi eurodeputati a sostenere una revisione ambiziosa della legislazione sul benessere degli animali da allevamento.
Un minuto di piacere a tavola non vale la vita di un animale. Questo non è solo uno slogan animalista, ma una convinzione profondamente radicata nell’opinione pubblica europea. Secondo i dati di Eurobarometer, nove cittadini europei su dieci chiedono una maggiore protezione per gli animali allevati. Il Commissario europeo per il benessere degli animali si è impegnato a rivedere la legislazione in materia. Eppure, non ha ancora chiarito quale sarà la forma di questa revisione o il suo contenuto, eccezion fatta per il divieto delle gabbie.
La precedente Commissione Europea aveva promesso di modificare tutti e quattro i regolamenti riguardanti l’allevamento, il trasporto, la macellazione e l’etichettatura. Tuttavia, ad oggi, non sono state ancora intraprese azioni concrete. Ecco perché do il mio pieno supporto all’iniziativa “Don’t Chicken Out”, che denuncia le promesse tradite dalla Commissione e sottolinea l’urgenza di procedere con una revisione completa e coraggiosa della legislazione sul benessere degli animali. Dobbiamo rispondere alle aspettative dei cittadini europei e promuovere un trattamento più umano degli animali allevati.
L’azione si è svolta davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. Lì, alcuni attivisti vestiti da polli hanno inscenato un voto simbolico a favore di una migliore protezione degli animali allevati per il consumo. Le associazioni hanno denunciato la capitolazione delle istituzioni europee di fronte ai lobbisti dell’allevamento intensivo. E hanno esortato noi eurodeputati a sostenere una riforma ambiziosa a tutela del benessere animale.
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