Maternità e politica, l’insopportabile ipocrisia di FdI
Un voto contro le donne in maternità
Dobbiamo denunciare con forza l’ipocrisia di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni si è dissociato dalle parole della sua consigliera comunale di Treviglio, che ha affermato che una donna incinta dovrebbe dimettersi dal suo incarico, ma ha votato contro la possibilità per le donne in maternità di partecipare ai consigli comunali da remoto. Questo è accaduto a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove la maggioranza di centrodestra ha bocciato una mozione che avrebbe garantito questo diritto fondamentale.
Solo Giorgia Meloni può essere madre e politica?
Ogni donna deve poter scegliere di essere madre senza rinunciare al proprio lavoro, alla propria professione o al proprio impegno politico e sociale. Questo principio non può valere solo per Giorgia Meloni, ma deve essere esteso a tutte le donne. È inaccettabile che, nel 2025, ci siano ancora ostacoli istituzionali per le madri che vogliono continuare a contribuire alla collettività.
L’hanno fatto anche a me
Lo scorso ottobre, ho vissuto in prima persona la mentalità patriarcale e paternalista di Fratelli d’Italia. Avevo chiesto di partecipare alle audizioni dell’allora commissario designato Raffaele Fitto, ponendo una semplice domanda di un minuto. La mia richiesta è stata bocciata da quattro uomini di destra, tra cui Nicola Procaccini di Fratelli d’Italia, mentre le quattro donne presidenti dei gruppi progressisti mi hanno sostenuta. Questo episodio dimostra quanto sia radicata la discriminazione contro le donne, anche in ambito politico.
Parole vuote e mancanza di sostegno concreto
Siamo stufe di politici che parlano di famiglia e maternità, ma che poi non sostengono le donne quando diventano madri. Anzi, ci ostacolano nel nostro lavoro e nel nostro impegno per la collettività. È tempo di cambiare questa mentalità e di garantire alle donne i diritti che non devono più essere negati.
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